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Ode alle penne scolastiche Stampa E-mail

Ode alle penne scolastiche

Molti appassionati, soprattutto quelli che la scuola l’hanno finita da un po’, tendono a bistrattarle ed a considerarle banali, parenti povere delle loro sorelle di pregio con il fusto in celluloide e il pennino in oro. In realtà le penne scolastiche sono una categoria spesso sottovalutata e nella maggior parte dei casi la scelta ideale per chi si avvicina per la prima volta al mondo della scrittura con questo tipo di penna.

Questo per tutta una serie di ragioni. La prima è che gli studenti le penne le comprano per scriverci. Tanto. Non sono i megadirigenti di multinazionali che estraggono dal taschino la penna di pregio, di costo equivalente ad una mensilità di un loro impiegato, e la usano per farci una firma. Tempo totale di utilizzo, 10 secondi. Una penna stilografica scolastica che si rispetti deve reggere un compito in classe, un esame o una lezione universitaria senza battere ciglio. Vuol dire essere in grado di scrivere per ore senza incertezze, unica pausa ammessa la sostituzione della cartuccia. Qualsiasi studente si sbarazza immediatamente di una penna che lo ha piantato in asso nel mezzo di un dettato o di un esame o che al momento di usarla si presenta con il cappuccio e l’impugnatura allagati di inchiostro. E’ un mondo per uomini duri, non per fidanzate capricciose.

Essendo destinate ad essere impugnate per ore, devono essere comode e favorire una posizione corretta del polso e delle dita. Non a caso quasi tutte queste penne hanno impugnature ergonomiche, che facilitano e rendono naturale la presa. Alcune sono realizzate in versione speciale per mancini, perché non tutti gli studenti usano la mano destra per scrivere ed anche i mancini hanno diritto ad una impugnatura ergonomica, che non stanchi la mano nell’uso prolungato.

Oltre che ben fatte, devono essere robuste. Non vivono in un taschino o in un portapenne di pelle, dai quali sono estratte con cura e nei quali sono amorevolmente riposte dopo l’uso, ma in un astuccio, spesso a diretto contatto con altre penne e mille altre cose, astuccio che a sua volta viaggia dentro uno zainetto sbatacchiato qua e là. La loro vita non è tranquilla nemmeno quando sono fuori, una caduta è sempre in agguato e non è detto che chi le usa le tratti con i guanti. I tappi, quasi sempre a pressione, devono resistere a innumerevoli cicli di apertura e chiusura. Difficile scrivere danzando con il pennino sulla carta quando si è incavolati con la professoressa o il tempo passa inesorabilmente e si è ancora indietro con il compito in classe. Difficilmente uno studente si preoccuperà di sciacquare l’alimentatore quando cambia marca di inchiostro, ma infilerà una cartuccia blu o nera dietro l’altra, senza preoccuparsi troppo.

Per queste ragioni sono realizzate con materiali (plastica in primis) che sopportano urti e graffi, hanno alimentatori ottimizzati per garantire flusso costante, non intasarsi e ridurre al minimo il rischio di perdite di inchiostri e pennini robusti, adatti a polsi pesanti. La robustezza e l’affidabilità costringono a mettere da parte due caratteristiche gradite agli appassionati, la flessibilità e il flusso abbondante. Un pennino rigido serve a resistere ad una mano pesante ed un flusso medio o medio-basso riduce il rischio allagamento del cappuccio a seguito di urti e cadute.

Nonostante debbano soddisfare tutti questi requisiti, devono costare poco, perché sono sempre a rischio e perché gli studenti hanno budget ridotti. Una penna scolastica smarrita o danneggiata deve essere sostituibile senza dover dare fondo ai risparmi. Per contenere i costi i fabbricanti ricorrono alla produzione in serie ed alle economie di scala, ad esempio condividendo lo stesso pennino ed alimentatore su modelli diversi, ma attenzione, perché i tempi in cui una intera classe scriveva con la stessa penna: marca, modello pennino e colore, sono finiti da un pezzo. I giovani di oggi chiedono personalizzazione e vogliono distinguersi anche quando scrivono, come minimo un modello deve essere disponibile in una ampia gamma di colorazioni, se poi cambia anche l’estetica, ancora meglio. Roba da far impallidire le serie speciali numerate. Il catalogo di penne scolastiche di un produttore di penne economiche come la tedesca Online presenta una varietà di modelli e di colori così grande che normalmente nei negozi è presente un espositore a carosello dedicato.

Se fare una buona penna da 500 Euro è difficile, fare una ottima penna da 15 Euro è una sfida che pochi marchi possono dire di avere affrontato con successo. Proprio per queste loro caratteristiche: robustezza, affidabilità e costo contenuto, sono le penne che consiglio a chi si avvicina a questo tipo di scrittura per la prima volta. Mettete una penna capricciosa nelle mani di un principiante e probabilmente quella sarà la sua prima ed ultima stilografica. Con una buona penna scolastica caricata con inchiostro scolastico (Pelikan 4001 Royal Blue o Lamy Erasable Blue su tutti) si va sul sicuro, è il modo migliore per iniziare. La spesa è ridotta e la penna è sicuro che scrive bene, permettendo di apprezzare gli innumerevoli vantaggi di questo strumento di scrittura. Una volta fatta la mano ed apprezzata la stilografica, diventerà naturale avere il desiderio di provare altre penne, individuando quelle con le caratteristiche più adatte ai propri gusti ed al proprio stile. La penna scolastica però non andrà in pensione, sarà sempre disponibile come backup, per provare un nuovo inchiostro o potrà essere a sua volta regalata, permettendo a qualcun altro di avvicinarsi a questo tipo di scrittura. Diventerà cioè una ambasciatrice della stilografia.

E’ un mondo che parla principalmente tedesco, il che è logico, in quanto le penne stilografiche sono ancora richieste da molte scuole nei paesi di lingua tedesca, permettendo ad aziende come Pelikan e Lamy di prosperare, potendo contare su un mercato di studenti che acquistano milioni di penne ogni anno e che spesso continuano ad usare la stilografica anche da grandi. E’ anche un mondo molto vario, ci sono penne come la Staedtler Learner o la Lamy ABC che sono dedicate ai bambini dei primi anni delle elementari, per arrivare ad alcuni modelli Online o Lamy che non sfigurano nemmeno in una riunione formale di lavoro. Chiaramente le case produttrici, sapendo di dover inseguire un pubblico dalle esigenze e dai gusti mutevoli, cercano di allargare al massimo l’offerta, in modo tale da catturare la maggior parte di questa importante clientela. Si tratta di scegliere trai vari modelli e colori quello più adatto alle proprie esigenze.

Pelikan

Se chiedete a 100 persone il nome di una penna scolastica, vi diranno Bic per una penna a sfera e Pelikan per una stilografica. Probabilmente è la penna scolastica per eccellenza, declinata in numerose varianti di modelli e colori con una caratteristica in comune: vanno tutte molto bene e usano tutte le cartucce internazionali corte o lunghe che, non a caso, si chiamano “cartucce Pelikan”. Si tratta solo di scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, con prezzi che vanno da 5 Euro per i modelli più economici ad una ventina per quelli più evoluti. Del resto se in tutto il mondo ogni mattina milioni di studenti si alzano e non si preoccupano se devono correre più veloci della gazzella o del leone, ma vanno a scuola, tirano fuori una Pelikan scolastica e incominciano a scriverci, un motivo ci sarà. Non possono essere tutti vittima di una allucinazione collettiva. Ci deve essere (molto) arrosto oltre al fumo. Insieme alle cartucce di Pelikan 4001 Royal Blue, l’inchiostro che se lo metti in una penna e non scrive, al 99,99% la colpa è della penna, le Pelikan scolastiche sono senza dubbio le stilografiche più diffuse in Europa e sono un acquisto sicuro per chi vuole acquistare la sua prima penna. Non a caso “Primapenna” era un modello di stilografica Pelikan. Scolastica.

Lamy

Sul mercato domestico, cioè quello tedesco, combatte con Pelikan per il ruolo di leader. Anche Lamy offre una ampia varietà di modelli, che hanno in comune il pennino in acciaio, disponibile in una ampia varietà di spessori e tratti (compreso quello per mancini) e sostituibile anche “a caldo”, senza dover disinchiostrare la penna e sfilare l’alimentatore. E’ sufficiente estrarlo, aiutandosi con un pezzo di nastro adesivo per non danneggiarlo. Il pennino di ricambio costa circa 5 Euro e, nonostante il costo irrisorio e la fabbricazione in serie, è tra i migliori pennini in acciaio, scorrevole e con un flusso abbondante senza essere esagerato. Tra le penne si parte dal modello ABC, destinato ai bambini delle elementari e si procede salendo di prezzo, passando per un cavallo di battaglia come la Safari. Nata negli anni ’80 come risultato di uno studio di ergonomia teso ad abituare i bambini alla postura corretta della mano nello scrivere, questa penna dalla caratteristica impugnatura triangolare costa poco meno di 20 Euro ed è tra le migliori stilografiche economiche. Il fatto che sia in produzione da oltre trent’anni e che venga utilizzata anche da tantissime persone che la scuola l’hanno finita da un pezzo è la migliore dimostrazione della bontà del progetto originario. Se impugnata correttamente, è una delle penne più comode che esistano, calza letteralmente sulle dita e ci si può scrivere per ore senza stancarsi. Ma è sufficiente deviare anche solo leggermente dall’impugnatura corretta perché diventi un incubo. Nei colori meno vivaci si presta anche all’uso negli ambienti di lavoro. Leggera perché realizzata interamente in plastica, esiste anche in una variante completamente trasparente (chiamata Vista) e in una “di lusso” con la carrozzeria di alluminio (Al-Star). Un’altra penna Lamy di costo contenuto è la Nexx, che ha un caratteristico tappo oversize, dotato di un anello per appenderla al collo. Se la meccanica è la stessa della Safari, l’ergonomia è leggermente diversa, perché la caratteristica impugnatura triangolare è più larga e con gli spigoli smussati, rendendola più comoda per chi non ama la “costrizione alla postura corretta” che la sorella Safari impone nell’uso. Salendo di prezzo Lamy offre anche altri modelli, in un continuo che parte dalle penne scolastiche da meno di 20 Euro e sfuma in quelle da 50 Euro e più, che di scolastico hanno ben poco, ma continuano a condividere pennino ed alimentatore con la umile Safari. Tutte le penne Lamy usano cartucce e converter di formato proprietario, che sono chiamate appunto “cartucce Lamy”. La disponibilità di tinte non è molto ampia e la reperibilità inferiore a quella delle cartucce Pelikan, anche perché non sono molti i produttori che offrono cartucce compatibili con le penne Lamy. Che io sappia solo Online, Monteverde e qualche produttore generico tedesco offrono cartucce Lamy compatibili. Le cartucce Lamy invece possono essere usate nella maggior parte delle penne Aurora e Parker, ma non viceversa.

Schneider

Altro marchio tedesco, specializzato nella produzione di refill per roller e penne a sfera. Produce anche penne stilografiche scolastiche, tra le quali le più note sono la Base e la ID. La prima è una penna in plastica senza fronzoli, la si trova intorno a 10 Euro. E’ disponibile con pennino medio, fine e per mancini. E’ in produzione con varianti minime da oltre 15 anni ed è praticamente indistruttibile, un vero mulo da appunti. Io ne ho una in uso praticamente quotidiano dal 2000. Presenta la classica impugnatura ergonomica triangolare rivestita in gomma morbida. La ID è una penna più evoluta, destinata agli studenti più grandicelli, ma altrettanto valida. L’estetica può non convincere tutti, per via del cappuccio in elastomero con la clip oversize, ma sulle prestazioni non si discute. Le penne Schneider usano cartucce standard.

Online

Restando sempre in terra teutonica, non si può non menzionare Online. Si tratta di una azienda relativamente giovane rispetto alle precedenti, caratterizzata da una produzione sterminata, in quanto i vari modelli sono declinati in numerose varianti di colore e finiture. Elencare tutte le penne Online è una impresa, si va da penne colorate adatte agli studenti a modelli come la Vision che si prestano anche ad un impiego formale. Senza dimenticare le penne ed i pennini da calligrafia. Le prestazioni sono quelle attese da una penna scolastica, c’è solo l’imbarazzo della scelta, non a caso in molte cartolerie tedesche le penne Online occupano un ripiano intero di uno scaffale o un espositore a carosello dedicato.

Waterman

In passato questa casa aveva una produzione di penne scolastiche, anche se non proprio economiche. A seguito della riorganizzazione dei vari marchi della galassia Sanford (Paper Mate, Rotring, Parker e Waterman) il marchio si è posizionato ad un livello più alto e le penne di fascia economica sono in gran parte uscite di produzione. Qualcosa però si trova ancora, La Kultur è una ottima penna in plastica di prezzo contenuto e la Graduate una variante economica della Allure, alla portata di uno studente e con un look da penna di pregio in virtù del corpo e del cappuccio in metallo cromato, che ricorda le penne che si regalavano tanti anni fa in occasione di comunioni e cresime.

Il resto del mondo

Quelle descritte sopra sono solo le marche ed i modelli più noti. Elencare tutti i produttori di penne scolastiche sarebbe impossibile, ci sono molti altri marchi, come l’inglese Platignum o la tedesca Herlitz e modelli, come le Pilot 78G e Middle Range. Inoltre il confine tra le penne scolastiche e quelle “tradizionali” è molto sottile, con le prime che sfumano nelle seconde man mano che si sale di prezzo, vedi la gamma Lamy. Con una spesa poco superiore ai 20 Euro ci si porta a casa una Faber Castell Basic, che condivide pennino ed alimentatore con altri modelli della casa che costano 5 volte tanto. La stessa Parker, pur non essendo un produttore di penne dichiaratamente scolastiche, offre alcuni modelli di stilografica non molto costosi (Jotter, Vector e IM). Infine, se si è alla ricerca di una penna compatta, la Kaweco Sport nella versione in plastica trasparente o colorata, ha un prezzo confrontabile con quello di una penna scolastica di fascia media e scrive altrettanto bene. Presenta solo l’inconveniente di accettare una sola cartuccia per volta, cosa che costringe a ricorrere al pacchetto se ci si trova a secco.

Per concludere…

La prossima volta che qualcuno nell’elogiare una penna afferma che “scrive come una buona penna scolastica” non la sta sminuendo, in realtà questo è il miglior complimento che si possa fare. Magari tutte le penne, anche quelle che costano 10, 20… volte tanto scrivessero così!

 

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