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Monteverde Invincia Color Fusion - Avenger Yel Stampa E-mail

Dopo avere scritto per anni quasi esclusivamente tedesco: Pelikan, Faber Castell, Schneider e Paper Mate (la mia stilo era di fabbricazione teutonica), con una sola escursione in terra francese (Waterman Graduate), ultimamente ho allargato i miei orizzonti stilografici, prima alle penne di casa nostra (Montegrappa, Aurora e Delta), poi al low cost asiatico (TWSBI) e adesso ho fatto il salto dall'altra parte dell'oceano con la Monteverde Invincia. Il mio esemplare è stato acquistato da Goldpen.it (inchino di rispetto per pofessionalità e competenza), di cui sono ormai cliente abituale.

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Estetica e design 9

La penna è arrivata in una scatola di cartone con dentro un astuccio in finta pelle verde. Astuccio che credo sia standard nella gamma. Quel che mi ha sorpreso è stata la quasi totale assenza di informazioni. Il marchio sottolinea la sua americanità scrivendo "Monteverde USA" sulla scatola, sulla penna e (due volte) sul pennino, ma si guarda bene dallo scrivere "Made in USA" da qualche parte o, se la penna è fatta altrove, il nome del paese. I produttori tedeschi fanno vanto del "Made in Germany", al punto da inciderlo sulla penna. Qui invece niente, cosa che mi fa pensare che di americano ci sia solo il marchio, e che la produzione sia delocalizzata altrove, abbastanza altrove da omettere la citazione. Manca anche uno straccio di foglietto di istruzioni. Ora, per la maggior parte delle persone la stilografica è un oggetto che non ha bisogno di un manuale per essere usata, ma un minimo di foglietto con il nome del produttore/distributore e l'indirizzo a cui rivolgersi in caso di problemi me lo sarei aspettato. Soprattutto da una azienda americana, paese in cui i manuali di istruzioni anche delle cose più stupide sono pieni di raccomandazioni ed avvertenze. Mi sarei aspettato una cosa del tipo "si consiglia di non usare la penna per mescolare lo zucchero nel caffè" o "infilarsi la penna nell'orecchio dal lato del pennino, potrebbe causare danni permanenti all'udito"... :D
Il design della penna è classico, ispirato alle penne stilografiche di qualche anno fa. Sul cappuccio sono riportati sia il marchio che il nome del modello. La clip sembra rivettata, anche se in realtà penso sia semplicemente saldata. Il tappo è a vite e l'impugnatura si restringe dopo il filetto. Io sono cresciuto con le penne stilografiche sottili che andavano di moda negli anni '80 e ho le dita lunghe e sottili. A complicare le cose, ho una grafia molto minuta e scrivo molto a stampatello su blocchi a quadretti da 5 mm utilizzando ogni riga, quindi con 5 mm di interlinea. Queste tre cose insieme mi mettono a disagio quando devo scrivere con penne che hanno l'impugnatura molto larga. Il fatto che l'Invincia avesse una impugnatura sottile a dispetto delle dimensioni è stata una delle ragioni della mia scelta. La forma conica dell'impugnatura assicura un buon confort ed evita che scivoli dalle dita, rendendola comoda per sessioni di scrittura prolungate o per chi tende a sudare con le mani. Inolte ne semplifica la pulizia, rispetto alle impugnature in gomma, se dovesse finire inchiostrata durante il caricamento.
A far da contraltare alla classicità del design troncoconico è il colore dell'esemplare da me scelto, che appartiene alla serie "color fusion", di un bel giallo da supercar americana. Infatti la casa chiama questo modello "Avenger Yellow" (giallo vendicatore, tonalità molto in voga sulle "muscle cars" e nome di un modello Dodge). L'Invincia è uno dei cavalli di battaglia del marchio, ed è declinata in tutta una serie di varianti, più o meno classiche. Avendo altre penne più "seriose" ho volutamente acquistato questa versione colorata. Il cappuccio e il cilindro sono di metallo verniciato in giallo brillante (è un giallo girasole, non fluo), tutti gli altri particolari sono neri, pennino compreso. Devo dire che, pur avendola acquistata guardando le immagini in rete, quando mi è arrivata e l'ho presa in mano sono rimasto molto soddisfatto, dal vivo è ancora più bella che in fotografia.

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Realizzazione e qualità 6,5
I tecnici della Monteverde nel progettare questa Invincia devono aver ricevuto un ban all'uso della plastica, questa è una penna di sostanza, basta prenederla in mano per rendersene conto. Infatti è realizzata completamente in metallo verniciato, giallo o nero. La vernice è brillante e lucida, sembra quella della carrozzeria della macchina. Anche il pennino è verniciato in nero. La verniciatura dell'esemplare in mio possesso è di buona qualità, anche le scritte sono ben fatte. L'interno del tappo è in plastica, e questo dovrebbe evitare graffi all'impugnatura in caso di svitamento maldestro e alla parte terminale del cilindro per chi ha piacere di scrivere con il cappuccio calzato. Più che sulla qualità della verniciatura da nuova, qualche dubbio potrebbe sorgere sulla tenuta nel tempo delle finiture. Su una penna, graffi ed urti sono sempre in agguato e se la vernice dovesse saltar via in qualche punto e rivelare il metallo sottostante, il risultato non sarebbe molto bello a vedersi, anche perchè il graffio si noterebbe subito. Questo è un aspetto che mi riservo di valutare nel tempo, anche sono convinto già in partenza che alcuni comportamenti, come tenere la penna in un astuccio insieme con altre, o a contatto con altri oggetti metallici, siano da evitare. Già dopo qualche giorno di uso la vernice in corrispondenza della filettatura sull'impugnatura è venuta via, rivelando il metallo sottostante.
Le varie parti sembrano essere assemblate con cura, non ci sono giochi e sbavature. Ciononostante, penso di non poter andare oltre la sufficienza per tre motivi.
Il primo è il pennino, che all'inizio grattava non poco. Osservandolo sotto la lente di ingrandimento, ho notato che i rebbi erano disallineati. Veloce aggiustatina con le dita, ed è andato a posto. Il secondo è il converter in dotazione. L'attacco del converter è a vite, il che dovrebbe garantire una migliore tenuta nel tempo rispetto a quelli incastrati come una cartuccia e soprattutto permettere di tenere la penna dal converter quando si riempie da un calamaio semivuoto, senza dover temere di restare con il converter in mano e l'alimentatore e il pennino dentro il calamaio... Io ho avuto l'impressione che il converter fosse di fattura molto economica, il mio trafilava inchiostro dal pistoncino. Può essere che si sia trattato di un esemplare difettoso, comunque una pattumiera (per il converter), una sciacquata sotto il rubinetto (per la penna e le mie dita) e un paio di cartucce (non in dotazione) hanno risolto (per ora) il problema. Con calma e con l'aiuto della Sig.ra Laura di Goldpen vedo se trovo un converter filettato compatibile e di qualità un pochino migliore, dal momento che il piano originario per questa penna era alimentarla con inchiostro in boccetta, e precisamente Diamine Kensington Blue. Il terzo motivo di fastidio è che quando ho messo due cartucce di Royal Blue, ho scoperto che la seconda cartuccia "balla" nel cilindro. Non è una cosa grave, ma è solo fastidioso, perchè tenendo la penna in posizione verticale durante il trasporto uno ha sempre il timore che la cartuccia calzata sull'alimentatore si possa staccare e l'inchiostro andarsene in giro.

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Peso e dimensioni 10
Nonostante la penna sia realizzata quasi interamente in metallo, con la plastica relegata solamente alle parti "funzionali" (interno del tappo, alimentatore, ...) e nonostante le dimensioni sopra la media, la penna è pesante ma non pesantissima. Questo perchè è abbastanza sottile. Come lunghezza siamo a livello di una Twsbi VAC 700, molto sopra la media. La scelta di usare metallo anche per l'impugnatura si è rivelata vincente dal punto di vista del bilanciamento, è una penna molto ben bilanciata, sia che la si usi tal quale che con il cappuccio calzato, e non stanca anche dopo un uso prolungato. Al bilanciamento generale contribuisce il fatto che il pennino è di dimensioni generose, e quindi la penna viene impugnata un po' più in alto rispetto al solito. Immagino che qualcuno potrà trovare scomodo il "gradino", ovvero il restringimento del diametro, in corrispondenza della filettatura. personalmente non ho trovato questo elemento di design fastidioso, perchè impugno la penna più in basso e ne apprezzo l'impugnatura con il diametro ridotto, che mi permette un controllo più preciso nella scrittura. Tutto l'insieme trasmette una sensazione di piacevole solidità.

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Pennino e prestazioni: 8
Se avessi dovuto dare una valutazione alla penna così come l'ho tolta dalla scatola, non sarei andato oltre il 5. La frequentazione dei forum di appassionati mi ha insegnato a dare una seconda chance ad una penna che non scrive bene fin da subito. Infatti l'esame sotto la lente ha mostrato che il pennino graffiava perchè i rebbi erano disallineati. Un po' di pazienza e adesso non dico che sia come scrivere sul burro (tipo Pelikan Souveran, per capirci), ma sono al livello di una buona penna scolastica con pennino in acciaio. Fosse stato così fin da subito, avrei dato un 9 pieno, forse un 10. Il pennino è in acciaio, verniciato di nero, ed è molto bello anche a vedersi, per via del design e delle abbondanti dimensioni, in linea con il resto della penna. E' proprio bello anche da guardare, e di questo devono essersene accorti anche quelli della casa, perchè hanno inciso sia il logo che il nome, questo per ben due volte! :shock:
A livello di prestazioni è un pennino rigido, molto rigido. E quando dico molto, intendo proprio molto molto. Penso che se la penna venisse usata per giocare a freccette (non essendoci il manuale, non posso sapere se questo uso è consentito), sono quasi convinto che la penna si conficcherebbe nel bersaglio senza che il pennino faccia una piega. Diciamo che se qualcuno vuole verificare il detto "ne uccide più la penna che la spada", con una Invincia tutta in metallo e con il pennino rigidissimo, è sulla buona strada per dimostrare che è vero. Speriamo che non me la sequestrino in aeroporto, scambiandola per un'arma. :D Una volta accettata questa caratteristica "virile" del pennino, scrive bene, il flusso è ne,lla media e cosa che non mi sarei aspettato, il tratto mette molto in evidenza la capacità dell'inchiostro di produrre sfumature. Il mio pennino è un medio, e lo spessore del tratto è quello di un medio asiatico, quindi relativamente sottile e simile ad un fine europeo. Il flusso sembra reggere bene un uso intenso, il massimo che ho scritto senza interruzioni con questa penna sono state tre pagine, durante le quali il flusso è rimasto costante, a riprova di un alimentatore ben dimensionato. Altra piacevole sorpresa, la penna ricomincia a scrivere senza esitazioni anche se resta senza cappuccio per qualche minuto o non viene utilizzata per un paio di giorni.

Caricamento e manutenzione 10
Lo dico all'americana: "no rocket science", si può usare anche senza leggere il manuale :D E' una normale penna a cartuccia/converter, quindi il massimo della praticità. Il converter è a vite e questo è un vantaggio rispetto a quello semplicemente calzato. Per il momento, nell'attesa di risolvere la questione converter, la sto usando a cartucce. Una settimana di utilizzo è un po' poco per tirare in ballo la manutenzione, ma penso che sia la classica penna che ha bisogno solo di una sciacquata sotto il rubinetto quando cambi inchiostro o l'hai dimenticata carica e si è seccato il pennino. Non avendo i meccanismi dei sistemi di alimentazione tradizionali, si perde un po' della poesia, ma si guadagna in praticità. Sarebbe interessante valutare la conversione in contagocce, viste le dimensioni, anche se il cilindro in metallo potrebbe non gradire qualche inchiostro. Il design, con la parte terminale del cilindro in nero, si presta bene per la realizzazione di una versione a pistone, che però non credo sia nei piani della casa.

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Qualità/Prezzo 8
Anche in questo caso il voto risente della mia esperienza personale. La penna mi è costata una sessantina di Euro, che sono una cifra più che ragionevole per una penna completamente in metallo (ben) verniciato, e che quindi per essere realizzata richiede molta più lavorazione di una analoga in plastica stampata. Anche la presenza "di serie" del converter non è da sottovalutare, perchè può essere un valido stimolo per un neoappassionato a voler provare l'inchiostro in boccetta. Se non fosse stato per il converter difettoso, per la mancanza di qualsiasi informazione sulla provenienza, e per il pennino con i rebbi disallineati, penso che in questa voce non sarei andato molto lontano dal massimo. Il fatto che per arrivare ad una buona penna per uso quotidiano ho dovuto mettere mano al pennino e acquisterò un altro converter fa si che non possa dare più di 8/10. Se il mio esemplare fosse finito in mano ad un principiante, che non voleva o non poteva dargli una seconda chance, probabilmente lo avrebbe lasciato molto deluso. Diciamo che questa penna è come quelle automobili che appena uscite dalla concessionaria ti fanno capire che qualcosa non va ed hanno bisogno di un po' di tuning per dare il massimo di sè, o il ragazzo svogliato che dopo una sonora bocciatura mette la testa a posto e diventa tra i primi della classe.

Conclusioni 8,5
Direi che un 8 e mezzo si possa dare. Voto sulla fiducia. Fiducia che io ho dato alla penna, quando l'ho presa in mano per la prima volta, e l'ho dovuta sistemare, e fiducia sulla durata delle finiture nel tempo, ovviamente adottando qualche cautela per proteggere il metallo verniciato dai graffi. Dopo le traversie iniziali mi trovo tra le mani una buona penna da uso quotidiano, con un pennino nero oversize che è anche bello da osservare mentre scivola sulla carta (non dimentichiamoci che il piacere della stilografica è anche in queste piccole cose) e che, essendo realizzata in metallo, trasmette una piacevole sensazione di solidità, non tanto facile da trovare in questa fascia di prezzo. Mi piace il connubio tra il colore vivace (l'aggettivo "solare" mi sembra particolarmente azzeccato) ed il design classico, e la trovo molto ergonomica (per i miei gusti ed il mo stile). Ho azzeccato in pieno la scelta del pennino M, cosa non facile per uno come me che ama gli F un po' spessi o gli M un po' sottili, e mi trovo bene anche dal punto di vista ergonomico. Per contro qualche informazione in più sull'azienda e sul luogo di fabbricazione e un indirizzo di contatto non sarebbero guastati, così come un controllo qualità migliore in produzione avrebbero fatto salire il punteggio finale. Per concludere, è una penna che posso consigliare, ma con la raccomandazione che potrebbe essere necessario dargli una seconda possibilità.

 

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